Il Flauto Kuluta, chiamato anche Kuruta nella lingua Kamayurá, fa parte dell’insieme di flauti tradizionalmente utilizzati dai popoli indigeni del Xingu, come i Kamayurá e i Wauja (o Uaurás). Nonostante sia tecnicamente simile al flauto yaku’i dei Kamayurá, la Kuluta presenta meno restrizioni d’uso per le donne.
Realizzato artigianalmente in bambù, con il bisel chiuso con cera d’api, la Kuluta ha quattro fori, permettendo l’esecuzione di cinque note distribuite in due registri e la costruzione di scale armoniche attraverso gli armonici naturali del soffio.
Utilizzata in cerimonie e feste, specialmente nelle celebrazioni dei Wauja e Kamayurá, la Kuluta fa parte delle pratiche musicali connesse ai miti d’origine, alle cosmologie indigene e alla guarigione sciamanica.
Il flauto è considerato un canale tra il mondo umano e gli spiriti ancestrali. Attraverso la sua voce, stabilisce una connessione con l’universo trascendente, presente nei rituali dedicati agli Apapaatai (spiriti del potere), con un uso musicale complesso e formale.
In alcune culture del Xingu, flauti come la Kuluta sono attribuiti identità spirituali, come quella del giaguaro, conferendo prestigio sociale al suo proprietario rituale
Mentre la Kuluta permette un uso rituale più flessibile — senza i rigidi tabù associati alla yaku’i —, mantiene la sua importanza nel repertorio tradizionale, inclusivamente in cerimonie di scambi intercomunitari e cicli simbolici
La sonorità della Kuluta è mistica ed evocativa: i suoi soffi in intervalli cromatici e scale armoniche creano un’atmosfera penetrante. Il flauto è solitamente accompagnato dal maracà di caviglia e dai ritmi battuti con i piedi, componendo un’esperienza sonora integrata al corpo e al movimento.
Questa combinazione rafforza il senso di appartenenza, ancestralità e guarigione trasmissibile in contesti di celebrazione, connessione con gli spiriti e rafforzamento della comunità.
Nota dell’Artigiano
Come artigiano e ricercatore dei flauti del mondo, ho l’onore di presentare un flauto in stile Kuluta, ispirato ai flauti tradizionali utilizzati dai popoli indigeni del Xingu.
Questa ricreazione è realizzata con profondo rispetto per i saperi ancestrali, le culture originarie e i maestri artigiani indigeni che continuano a produrre i loro flauti in modo tradizionale. Riconosco che il flauto Kuluta è parte di un contesto culturale, spirituale e simbolico molto più ampio dello strumento in sé — un patrimonio che appartiene ai popoli che lo vivono e lo celebrano.
Per questo, per evitare qualsiasi malinteso o suggerimento di appropriazione culturale indebita, chiarisco che lo strumento che produco è una rilettura artigianale in stile Kuluta tradizionale. Segue i principi strutturali del flauto indigeno, ma con alcune adattamenti tecnici ed estetici, come il tipo di bambù utilizzato e la finitura del bocchino, cercando sempre il miglioramento visivo, sonoro e funzionale dello strumento — mantenendo, tuttavia, l’essenza armonica e lo spirito evocativo del flauto originale.
Questa creazione non intende sostituire o replicare il flauto tradizionale, ma omaggiare e valorizzarne la bellezza sonora e simbolica, rendendo possibile che più persone entrino in contatto con questo universo sonoro in modo rispettoso e consapevole.
– Ashar
















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