I pífanos, pífaros o pife sono piccoli flauti traversi molto conosciuti in Brasile per le bande di pife del nordest. I nativi brasiliani possiedono anche i loro flauti traversi in stile pífano in altre scale. Alcuni ricercatori credono che i pífanos siano arrivati in Brasile all’epoca della colonizzazione. Altri credono siano di origine indigena. Fatto sta che in varie parti del mondo, culture native hanno sviluppato i loro flauti traversi.
Nel Nordeste si concentra la maggiore tradizione e profusione delle bande di pífano, ma la sonorità si è diffusa in tutto il paese. Questa forma di espressione può essere trovata in tutte le regioni, nel Sudeste (San Paolo, Rio de Janeiro, Minas Gerais), nel Sud (Santa Catarina), nel Centro-Ovest (Distretto Federale) e nel Nord, nelle tribù dell’Alto Xingu. Conosciute anche come zabumba, cabaçal, esquenta mulher, terno de pífanos, tra altre denominazioni, sono formate da musicisti intuitivi.
È difficile credere come uno strumento apparentemente così semplice e realizzato artigianalmente sia capace di produrre una musica così ricca e bella, animare feste, processioni e ancora essere il sostentamento di molti musicisti in varie regioni del Brasile.
“La famosa Fiera di Caruaru, a Pernambuco, cantata da Luiz Gonzaga, e Patrimonio Culturale Immateriale brasiliano, continua a essere una vetrina per le bande della regione. Lì si trova la Banda de Pífanos São Cristóvão, di Panelas, nell’agreste dello stato. Diceva il fisarmonicista Dominguinhos: “Di tanto vedere le bandinhas di pife, il signor Luiz Gonzaga si ispirò per creare questa formazione del forró pé de serra, ovvero fisarmonica, zabumba e triangolo”. Il suono di questi strumenti ha influenzato anche compositori e arrangiatori brasiliani come Quinteto Violado, Hermeto Pascoal, Egberto Gismonti, Geraldo Azevedo, Naná Vasconcelos, Quinteto Armorial, Carlos Malta e o Pife Muderno.” (via: redebrasilatual)



















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